Notizie di cronaca nelle Marche

Fiamme a Pitino, frazione di San Severino. Ad essere interessata dall’incendio un’area boschiva di latifoglie e cespugli per una superficie di 400metri quadri. È successo ieri pomeriggio e sul posto sono intervenuti i Carabinieri Forestali di Camerino e i vigili del fuoco di Macerata. Una volta concluso lo spegnimento del rogo, i militari hanno immediatamente messo in atto il protocollo operativo di repertazione, per l’individuazione del punto di innesco del fuoco. Dalle indagini è emerso che le fiamme sono scaturite dalla combustione di un cumulo di sterpaglie provenienti dalla potatura di ulivi. All’agricoltore la situazione è sfuggita di mano ed è stato denunciato per incendio boschivo colposo. 

 g.g.

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A Camerino una giornata nel segno della pizza e della solidarietà. E' quello che è avvenuto di sabato, presso i locali del Contram. A rafforzare il legame tra Camerino e Cadore è stato proprio uno dei simboli italiani, la pizza. grazie al cuore grande di Giacomo Maroldo e Sonia Bibini, volontari di quella protezione civile che nella città ducale, nei giorni più terribili dell’emergenza, nel 2016, si è spesa per aiutare e portare conforto.  grazie al cuore grande di Giacomo  E’ in quei momenti che è nata la grande amicizia con la Protezione Civile locale e, in particolare, con Orlando Giustozzi. Amicizia vera, coltivata in questi anni anche attraverso iniziative come quella di qualche giorno fa. L’impegno del gruppo di amici, infatti, ha permesso di portare nella città ducale Maurizio Toffoli e i suoi collaboratori Fabio Rigo, Alessandro Spinazzi e Fabrizio Capigatti.  Pala d’oro al Campionato Italiano di Pizza, e azzurro della nazionale pizzaioli, Toffoli non è nuovo a iniziative di solidarietà. Una storia, la sua, che andrebbe raccontata sui banchi di scuola. “Ho combattuto tanti anni fa contro un male che sembrava incurabile e ho vinto – ha spiegato – Quell’esperienza mi ha segnato profondamente e ho promesso a me stesso che avrei onorato la vita attraverso ciò che so fare: la pizza. Mettendo, dunque, la mia esperienza a disposizione per iniziative di carattere benefico”. E così, oltre agli ospedali pediatrici di tutta Italia, oltre alle associazioni di volontariato del Paese, Toffoli ha voluto rispondere “presente” anche alla chiamata di Camerino.

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“In tanti – ha affermato il sindaco, Gianluca Pasqui – hanno aiutato questa nostra comunità nei giorni immediatamente successivi al sisma. Ma con alcuni sono nate amicizie speciali, come nel caso di Maroldo e dei meravigliosi volontari della Protezione Civile del Cadore, che ci hanno poi permesso di conoscere la straordinaria storia di Maurizio e la sua altrettanto straordinaria pizza. La serata di raccolta fondi organizzata qui a Camerino è un gesto che porteremo nel cuore per sempre, nella speranza che l’appuntamento con gli amici del Cadore possa diventare qualcosa di stabile nel tempo, magari con cadenza annuale e con iniziative sul nostro e sul loro territorio. Un grazie speciale va poi a tutti quei camerti che hanno collaborato all’iniziativa e per non dimenticare nessuno ne cito uno su tutti: il nostro Orlando Giustozzi. Una persona che c’è sempre per la comunità e che è da esempio per tutti noi”.

Nella delegazione giunta a Camerino per la giornata di festa, che ha compreso anche una visita a La Pasta di camerino e alla zona rossa della città, c’erano anche Lorenzo Panzena, consigliere comunale di Pieve di Cadore, Massimo Bortoluzzi, ass. prov. Belluno e l’on. De Carlo, presidente del Centro Cadore e sindaco di Calalzo.

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Carabinieri a scuola per diffondere la cultura della legalità e essere vicini al mondo dei giovani. I Militari della stazione di Appignano hanno incontrato nei giorni scorsi gli studenti dell’Istituto comprensivo “Luca della Robbia” con i quali hanno affrontato gli argomenti di attualità e che maggiormente suscitano gli interessi dei più giovani quali l’uso dei socia al, l’uso dei cellulari, il rispetto dell’ambiente e l’educazione stradale. 

I Carabinieri hanno saputo catturare l’attenzione dei ragazzi che hanno anche fatto molto domande e espresso curiosità. Ad accogliere l’iniziativa è stata anche l’insegnante Natascia compagnucci che è anche assessore al turismo ed alla delega alle problematiche dell’età evolutiva all’interno del Comune di Appignano.
g.g.

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Pieno successo per la prima  edizionedella granfondo di mountain bike Terra dei Varano "Offroad"svoltasi ieri a Camerino. Complice anche la bella giornata di sole, tutti sono rimasti completamente soddisfatti dalla gara, prima tappa del circuito regionale Biketour Coppa Marche, apprezzata anche per la perfetta organizzazione  della società sportiva Avis Frecce Azzurre di Camerino.

280 gli atleti al via della gara, provenienti da tutte le Marche e regioni  limitrofe.

I bikers si sono cimentati sullo scorrevole e veloce percorso di 41 Km e 1.510 metri di altitudine, che si snoda tra le montagne che si affacciano sulla città ducale. L’esito della gara maschile si è deciso verso metà percorso quando gli atleti hanno affrontato la lunga ed impegnativa salita di San Francesco che da Serrapetrona porta in cima al monte Le Tegge. Proprio nel tratto più duro infatti, Lorenzo Pierpaoli ha sferratto l’attacco deciso che ha distanziato il suo più prossimo inseguitore Leopoldo Rocchetti.

Tra le donne, si è imposta Daniela Stefanelli della Velo Club Cicli Cingolani, che ha preceduto nell’ordine, Sara Grifi del GC Capodarco e Nadia Pasqualini del team Cingolani.

“Siamo molto soddisfatti di come è riuscita la manifestazione - ha affermato il presidente delle Frecce Azzurre Sandro Santacchi -; è l’ennesima prova che nonostante i numerosi problemi legati al sisma che ha distrutto la nostra città, Camerino è ancora viva grazie alla sua gente. Questa sarà la prima di una lunga serie di edizioni della versione su ruote larghe della famosa granfondo Terre dei Varano”.

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Un grave incidente stradale si è verificato nella tarda mattina lungo la strada provinciale 361 Septempedana al km. 40 nel tratto compreso fra Villa Potenza e Passo di Treia. Per cause in corso di accertamento da parte della polizia stradale intervenuta sul posto due vetture, una Fiat 500 e una Lancia Y, si sono scontrate frontalmente. Feriti entrambi i conducenti soccorsi dal personale del 118, che viste le condizioni di uno dei due ne hanno disposto il traporto in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette dove l'uomo si trova ricoverato in gravi condizioni. Sul posto anche i vigili del fuoco per la messa in sicurezza del luogo dell'incidente con la sede stradale che è rimasta chiusa fino al completamento delle operazioni di soccorso.
g.g.

 

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Lunedì, 25 Marzo 2019 12:28

Più di 8000 fedeli per Papa Francesco

Circa 8mila i fedeli presenti a Loreto per salutare l’arrivo del Santo Padre tra piazza della Madonna e via Sisto V. Durante la mattinata, dopo la Santa Messa tenuta all’interno della Santa Casa è stata firmata la lettera post-sinodale ai giovani, una lettera in spagnolo. La firma ha creato ancora maggior attesa da parte soprattutto dei giovani che attendono ormai la pubblicazione del documento. Il "Cristus Vivit”, così è stato intitolato, sarà reso pubblico il 2 aprile. Il documento è una esortazione che si rivolge anche a tutti i fedeli benché si tratti di un dialogo rivolti ai giovani. Attraverso loro il Papa vuole che si affrontino tutte le questioni di Dio. La firma avvenuta oggi è qualcosa di straordinario poiché solitamente fatti di questo genere avvengono in Vaticano.

Papa Francesco è il quattordicesimo pontefice in visita a Loreto ed il primo ad aver celebrato la messa all'interno della Santa Casa. Questo non avveniva da 162 anni. Legare Loreto, la basilica e la firma del documento del Sinodo sui giovani, ha un valore molto profondo.

Ad accompagnare in tutta la sua permanenza il Santo Padre, l'arcivescovo delegato pontificio Fabio Dal Cin: "Grazie - ha detto - di aver scelto la Santa Casa per firmare il documento post sinodale e per aver voluto che il Centro Giovanni Paolo II ne diventi luogo di concreta attuazione: e lì ogni giovane si senta a casa".

Papa Francesco ha esordito con l'ormai consueto "Buongiorno" rivolto a tutti i fedeli che hanno inonandato la piazza della Madonna: "In quest'oasi di silenzio e di pietà vengono tanti, dall'Italia e da ogni parte del mondo, per attingere forza e speranza. penso in particolare ai giovani, alle famiglie, ai malati. La Santa Casa è la casa dei giovani e per questo ho voluto firmare qui l'Esortazione apostolica frutto del sinodo dedicato ai giovani. la Santa Casa - ha detto - è anche la casa della famiglia e dei malati. ogni famiglia qui trova accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità. E qui sono accolti anche coloro che soffrono nwl corpo e nello spirito. La casa e la famiglia sono la prima cura del malato nell'amarlo, sostenerlo, incoraggiarlo e prendersene cura".

Gaia Gennaretti 

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Presentata giovedì scorso al Politeama di Tolentino la docu-fiction sui teatri storici dei Monti Azzurri: una riflessione sulla resilienza degli operatori culturali nei piccoli comuni del maceratese colpiti dal sisma.
Prodotto da Teatro Valmisa e Unione Montana dei Monti Azzurri e realizzato dal collettivo di filmmaker marchigiani Lunastorta Produzioni, il documentario Tratti del crea-tere presentato giovedì 21 marzo al Politeama di Tolentino, ha ricevuto il sostegno di Regione Marche, Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission ed è stato finanziato grazie al “Bando per progetti ed iniziative cineaudiovisive – Zona Sisma”. L’idea è nata dall’attrice Lucia Bendia del Teatro Valmisa di Senigallia ed è stata sviluppata insieme a Stefano Monti, Fabio Michettoni e Stefano Merlini del collettivo Lunastorta Produzioni con la collaborazione di Isabella Tomassucci. Diverso dai numerosi documentari realizzati sul post sisma, Tratti del crea-tere si concentra su un aspetto poco trattato, ma di certo non secondario: la necessità di mantenere una vita culturale e sociale nelle aree colpite dal terremoto. Per raccontare la problematica questo documentario usa una lente di osservazione particolare: i teatri storici, largamente presenti in tutte le Marche anche nel più piccolo dei comuni. 
 
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teatro di San Ginesio
 
«Le Marche sono la regione dei Cento Teatri: soltanto nei piccoli comuni dell’Unione Montana dei Monti Azzurri si trovano ben otto teatri storici, ma dopo il sisma del 2016 molti sono chiusi in attesa di ristrutturazione» raccontano Monti, Michettoni e Merlini di Lunastorta Produzioni.  «Di fronte ai numerosi problemi della ricostruzione, la sorte dei teatri storici può sembrare un fatto di secondaria importanza. In realtà essi sono spazi di aggregazione e di creatività: luoghi dell’anima e del cuore. Purtroppo, il terremoto non ha distrutto solo le case, ma anche la vita sociale e culturale di queste comunità, di cui i teatri erano uno dei simboli». Al centro della riflessione, quindi, non c’è soltanto il valore artistico e architettonico dei teatri storici, ma soprattutto il loro valore come spazi di aggregazione sociale e produzione culturale.  Durante la presentazione è intervenuta anche la dott.ssa Stefania Benatti, Direttrice della Fondazione Marche Cultura: «Di questo progetto abbiamo trovato molto interessante la commistione tra teatro e cinema e, soprattutto, la volontà di mettere in luce il valore del teatro come centro della cultura e della socialità» dichiara la Benatti. «Il teatro è una passione trasversale che interessa ogni comunità: mio nonno, ad esempio, era un fornaio, ma aveva un palchetto al Teatro delle Muse e frequentava il teatro regolarmente, con grande passione. Banalmente si usa dire che con la cultura non si mangia, ma questi progetti raccontano una realtà diversa». «Dai teatri di queste zone dell’entroterra marchigiano si è sviluppa un grande fermento culturale: io stessa ho iniziato a recitare in una compagnia amatoriale e ne sono orgogliosa» sottolinea la produttrice Lucia Bendia, attrice professionista. «Con il Teatro Valmisa ho portato avanti diversi progetti di promozione della cultura teatrale, in collaborazione con le realtà del territorio. È così che ho conosciuto Stefano Monti e gli altri membri di Lunastorta Produzioni, una realtà costituita da giovani filmmaker che vivono, si sono formati e lavorano sul territorio. La mia speranza è che a partire da progetti come questi possano nascere nuovi modelli di imprenditoria culturale in linea con le esperienze esistenti in Europa, esperienze basate su modelli di gestione sostenibile che vedano i giovani come protagonisti». Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, co-produttore del documentario ha sottolineato l’importanza di fare rete. «Questo progetto ci ha permesso di scoprire nuove e valide realtà del nostro territorio, ma ora è tempo di unirci per sostenere con più forte la crescita culturale delle nostre zone».  
 
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teatro di Caldarola
 
Tratti del crea-tere non è un documentario tradizionale ma una docu-fiction in cui le testimonianze degli operatori culturali dei Monti Azzurri si alternano ai monologhi di tre attori che si aggirano come fantasmi sui palcoscenici vuoti e polverosi dei teatri inagibili.  «Ormai siamo abituati a definire queste zone come cratere sismico, ma “cratere” è una parola amara» commenta il regista Stefano Monti del collettivo Lunastorta Produzioni. «Sembra suggerire che qui è rimasto solo il vuoto, quando invece l’aggregazione sociale e la vita culturale sono un bisogno e un diritto di tutti, in qualsiasi angolo della terra. Nel viaggio tra Caldarola, Sarnano, San Ginesio, Sant’Angelo e Monte San Martino abbiamo incontrato persone che nonostante le difficoltà continuano a portare avanti progetti e attività culturali nelle aeree dei Monti Azzurri, nel cuore del cratere sismico. Soltanto per fare un esempio, a Sarnano, nonostante da due anni e mezzo non ci siano né un teatro né uno spazio alternativo, ci sono 52 iscritti ai corsi teatrali, non solo bambini e ragazzi, ma anche moltissimi adulti. A Caldarola la rassegna Teatro e Sapori non si è mai interrotta e utilizza come teatro una tensostruttura allestita durante l’emergenza. Nonostante tutti questi sforzi, però, la gente del “cratere” si sente bloccata in un limbo. Per questo abbiamo deciso di inserire i monologhi dei tre attori che si aggirano come fantasmi sui palcoscenici vuoti e polverosi dei teatri inagibili.  Con le loro parole questi tre personaggi disegnano quei tratti di resilienza e ingegno che caratterizzano l’essere umano davanti alle difficoltà. Tratti che riempiono il vuoto del cratere con nuove idee, più forti e resistenti. Tratti del crea-tere».  Il documentario riporta le testimonianze di numerosi operatori culturali attivi nell’entroterra maceratese. Saverio Marconi, direttore artistico del Teatro Vaccaj di Tolentino, Francesco Facciolli, attore, regista, formatore teatrale e direttore di COT – Corridonia Officine Teatrali, Claudia Pasimeni, presidente dell’Associazione Il Circolo di Piazza Alta di Sarnano che da 27 anni gestisce le attività culturali e teatrali e organizza corsi di teatro, Simone Tardella, ex assessore alla cultura del Comune di San Ginesio, organizzatore di numerose stagioni di successo, Agostino Cavasassi, sindaco di Sant’Angelo in Pontano e custode di memorie d’altri tempi, Emanuele Peretti e i ragazzi dell’Associazione Arte Rubetana di Monte San Martino, impegnati da anni in numerose attività culturali. Gli attori coinvolti nel progetto sono Mirco Abbruzzetti, Rebecca Liberati e Iacopo Cicconofri, impegnati in campo teatrale e cinematografico.
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teatro San Ginesio
 
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Monti, Bendia, Feliciotti, Benatti
 
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È successo stanotte, intorno alle 2. Un ragazzo di Pescara, di 28 anni, era nel locale di Civitanova per festeggiare un addio al celibato. Prima di entrare però il gruppo era stato a cena e al momento dell’ingresso al Donoma l’aggressore era già molto ubriaco. All’interno del locale sarebbe nata una rissa e i buttafuori hanno fatto uscire il 28enne. Una volta all’esterno il giovane se la sarebbe presa con l’addetto alla sicurezza ed è stata un quell’occasione che il ragazzo avrebbe sfoderato il coltello colpendo il buttafuori in un fianco. Il ferito è stato soccorso e portato all’ospedale di Civitanova e il ragazzo al commissariato di Polizia.

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Domenica, 24 Marzo 2019 10:30

Motociclista 27enne portato a Torrette

È cadtuo dalla sella della sua moto da cross mentre girava sulla pista di Cingoli. È successo ieri pomeriggio e con la caduta pare abbia riportato un trauma cranico. I soccorsi hanno chiesto l’intervento dell’eliambulanza per il trasferimento all’ospedale Torrette di Ancona. Le sue condizioni comunque non desterebbero preoccupazione. 

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Con un comunicato a sua firma, Sandro Sborgia ufficializza la sua candidatura a sindaco di Camerino.

Sciolta dunque la riserva sulla discesa in campo del Comandante del Nas di Ancona,  alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio. Nativo di Pescara e vissuta la sua infanzia e adolescenza in un piccolo paese di montagna in provincia dell’Aquila, Sandro Sborgia ha poi deciso per la strada dell’Arma che lo ha portato a raggiungere il prestigioso incarico di guida del Nucleo Antisofisticazioni e sanità di Ancona con il quale si è distinto per innumerevoli inchieste e operazioni nel campo delle frodi alimentari, sofisticazioni farmacologiche e irregolarità amministrative. Il maggiore Sborgia si è laureato all’università di Camerino. Da 24 anni vive a Pioraco, dove è felicemente sposato con Patrizia. Sostenuto da tanti amici e da un bel numero di conoscenze maturate negli anni, Sborgia, si presenta alla guida di una lista di espressione civica, composta da donne e uomini di varie fasce d’età, che hanno a cuore il bene della città

Questo il testo del comunicato:

"Ho deciso di avanzare la mia candidatura a sindaco della città- scrive Sborgia - dopo aver ricevuto molte richieste da parte di tanti cittadini di Camerino, di ogni estrazione sociale e dalle diverse sensibilità politiche, tutti accomunati dal senso di insoddisfazione rispetto all’attuale situazione, ma tutt’altro che rassegnati alla speranza che un ritorno alla normalità, in tempi ragionevoli, sia ancora possibile.

L’attaccamento profondo a questa terra nobile e gloriosa, ormai divenuta la mia terra, quella nella quale ho scelto di vivere con la mia famiglia, insieme alle difficoltà che quotidianamente affronto per essere stato anch’io, come tutti, colpito dalla forza devastatrice del terremoto, mi hanno richiamato alla responsabilità di assumere una posizione chiara, decisa, senza tentennamenti di fronte all’alternativa: proseguire sulla strada che intrapresi trentuno anni fa di servire il mio Paese con disciplina e onore, ovvero accettare la sfida di impegnarmi in qualcosa di ancor più grande e onorevole e cioè quella di farmi carico, con umiltà, dei timori, delle ansie, delle speranze di quel popolo che venticinque anni fa mi ha accolto e mi ha fatto sentire a casa come fossi uno dei suoi figli, che mi ha insegnato  a essere un uomo migliore e che rimane ancora convinto, nonostante i quasi tre anni trascorsi, che una nuova primavera per Camerino sia ancora possibile; che siamo ancora in tempo per rialzarci con fierezza da una tragedia che ci ha feriti nel corpo, ma mai piegati nello spirito.

Ho deciso di candidarmi scegliendo, come spesso mi è capitato nella vita, la strada più difficile pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà che essa presenta e dei tanti ostacoli e delle tante insidie che inevitabilmente costellano il percorso.

Il mio programma elettorale, che a breve verrà illustrato alla cittadinanza, è caratterizzato da un forte e risoluto cambio di marcia che avverrà a partire dal pieno coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni di categoria, dei tecnici, per affrontare al meglio la delicatissima fase della ricostruzione post-sisma, anche attraverso l’istituzione di commissioni speciali aperte a chiunque voglia costruttivamente collaborare. Esse saranno subito operative perché l’ascolto e la sintesi delle varie istanze costituiscono una priorità nel tempo della ricostruzione.

Il fulcro del programma sarà ovviamente la ricostruzione, anche se nulla potrà trascurarsi della vita dei cittadini anche nei settori apparentemente meno coinvolti del post sisma.

Quanto alla ricostruzione, la prima questione da affrontare è quella delle perimetrazioni, sulle quali occorrerà una profonda riflessione, soprattutto alla luce dei ritardi che sono stati accumulati dall’attuale amministrazione e che sicuramente hanno portato a sminuirne l’efficacia.

Ritengo le perimetrazioni uno strumento urbanistico a servizio della città, che tuttavia deve essere posto in essere solo se è chiara la vocazione che dovrà caratterizzare la Camerino futura. Per il resto dovrà essere immediatamente favorito il ripristino delle abitazioni private, a partire dai cosiddetti edifici con danno B, se necessario anche operando una profonda revisione dei tardivi disegni elaborati dall’attuale amministrazione. La priorità deve essere data affinché più persone possibili possano rientrare in tempi ragionevoli nelle loro case.

Sono assolutamente convinto che tutti insieme, uniti dall’amore per questa terra e dalla forza che essa ha sempre ispirato nei suoi figli, sapremo affrontare ciò che il futuro ci prospetta e riusciremo a superare con quella sana ostinazione, caparbietà e testardaggine che ci contraddistingue, tutte le difficoltà, le amarezze, le avversioni che questa condizione ci ha imposto.

Uniti abbiamo l’occasione di dimostrare ai fratelli italiani e al mondo intero che il popolo camerte non si è mai arreso, che non si è mai piegato, che il nostro spirito è ancora più forte e più saldo di sempre, che possiamo e vogliamo riappropriarci del ruolo che la storia ci ha affidato: di tornare a essere il fulcro della rinascita e dello sviluppo di tutto il territorio" .

Sandro Sborgia

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